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Una Lieve imperfezione

Adrian Tomine

Bur
Copertina di: Una Lieve imperfezione

Adrian Tomine fin da piccolo voleva fare il fumettista. Non ha mai considerato un piano B.

Secondo Jonathan Lethem l’approccio ai personaggi richiama la delicata precisione di Rohmer, la gestione dei tempi narrativi ricorda il magistrale ritmo di Munro.

A chi gli fa notare che ha impiegato cinque anni per realizzare un fumetto di cento pagine, Tomine risponde che non ha mai dato importanza alle dimensioni.

Ben Tanaka è cinico, meschino, presuntuoso, insicuro, bugiardo. Insomma è un uomo, o meglio è un tipico trentenne d’oggi, a qualsiasi latitudine. Caratteristica secondaria, ma non del tutto trascurabile: è di origine asiatica e sogna di stare con una ragazza occidentale, meglio ancora se bionda, occhi azzurri e lentiggini. Lui nega quando la sua fidanzata giapponese, Miko, glielo rinfaccia, ma i giornaletti che tiene nascosti in camera sono una prova piuttosto irrefutabile delle sue attrazioni segrete. Capita così che i litigi tra di loro comincino da gelosie e incomprensioni per approdare ad accuse di aver cancellato le proprie radici etniche. E che passando da un litigio all’altro Ben si ritrovi solo, finalmente libero di esercitare le proprie mire su chi gli pare. Ma le sue insicurezze e il suo senso di inadeguatezza lo tallonano da vicino e gli impediscono di vivere serenamente qualunque rapporto.

Una lieve imperfezione è un viaggio, privo di valutazioni morali, nelle contraddizioni dell’amore. E un ritratto sincero e spietato di una generazione che naviga a vista.

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