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Tutti i bambini tranne uno

Bur
Copertina di: Tutti i bambini tranne uno

Introduzione di Elisabetta Rasy

Il lungo anno in cui morì nostra figlia fu il più bello della mia vita. Ci auguravamo che non finisse mai, che durasse un secolo o due almeno.

Di fronte alla tragedia di una figlia di quattro anni che muore, a un padre non resta che scrivere. Parole impotenti, di rabbia e vuoto, per raccontare la storia di Pauline e del tempo senza di lei che “si è impigliato nella inconcepibile forza di gravità del dolore”, senza lasciare spazio per la consolazione. Una vacanza perfetta: “La neve. La ghiaia. L’eco. Il lago”. Poi il viaggio scandito dalla malattia e dalle cure, da cartelle cliniche e anonime lenzuola d’ospedale. Una sofferenza che rende esuli, refrattari, fragili, invisibili, che non permette di abbassare gli occhi davanti alla realtà. Nessuna salvezza nella scrittura, solo la brutale traccia dell’esperienza del dolore.
Accolto in Francia dal premio Femina per la migliore opera prima, definito dal “Nouvel Observateur” come esempio di “una scrittura straordinaria e nobile”, il romanzo di Philippe Forest fonde vita e letteratura, dramma personale e disperazione umanamente condivisa, come solo i grandi libri sanno fare.