Tranquillità (60) (La)

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Prefazione di Maurizio Bettini.

Nessuna ambientazione, una scena vuota, solo le voci di Seneca e del giovane Sereno emergono dal silenzio, quasi fossero a confronto non due uomini in carne e ossa, ma due anime.
Così si apre La tranquillità dell’animo, con Sereno che confessa al maestro il suo disagio, la sua inquietudine e la sua perenne insoddisfazione: “Mi apparivano alcuni vizi, messi allo scoperto, tanto che potevo afferrarli con la mano”.
A questa richiesta di soccorso, Seneca risponde con un invito alla meditazione, a uscire dall’angustia della propria debolezza: nessuno “può attingere qualcosa di sublime e di elevato finché rimane in sé: è necessario si stacchi dal consueto e scarti verso l’alto e morda i freni e trascini il suo auriga e lo conduca là dove da solo avrebbe avuto paura di salire”.
Maurizio Bettini, con l’acume del filologo e la maestria dello scrittore, concentra la sua riflessione sull’invito di Seneca, nella Brevità della vita, ad affrontare il proprio passato: “Le persone occupate non hanno tempo per guardarsi indietro… Qual è allora il significato che assume la scelta di voltarsi a guardare? Quella che Seneca raccomandava? Nell’argomentare del filosofo, questo gesto si fa esplicita figura della capacità o meno di riflettere sul trascorrere del tempo, e dunque sul valore della vita”.
Il De brevitate vitae, il De vita beata e il De tranquillitate animi, qui raccolti, sono narrazioni prepotenti dell’inquietudine, dell’insoddisfazione, del vortice della dissipazione e della disperazione soffocante; non sono solo trattati sulla maniera di vivere tranquilli abbandonandosi all’eterno fluire dell’universo, ma indicano, soprattutto, un percorso di ricerca e di indagine sulla felicità e sulla dignità della ragione e della libertà umana.

Prefazione di Maurizio Bettini.

Nessuna ambientazione, una scena vuota, solo le voci di Seneca e del giovane Sereno emergono dal silenzio, quasi fossero a confronto non due uomini in carne e ossa, ma due anime.
Così si apre La tranquillità dell’animo, con Sereno che confessa al maestro il suo disagio, la sua inquietudine e la sua perenne insoddisfazione: “Mi apparivano alcuni vizi, messi allo scoperto, tanto che potevo afferrarli con la mano”.
A questa richiesta di soccorso, Seneca risponde con un invito alla meditazione, a uscire dall’angustia della propria debolezza: nessuno “può attingere qualcosa di sublime e di elevato finché rimane in sé: è necessario si stacchi dal consueto e scarti verso l’alto e morda i freni e trascini il suo auriga e lo conduca là dove da solo avrebbe avuto paura di salire”.
Maurizio Bettini, con l’acume del filologo e la maestria dello scrittore, concentra la sua riflessione sull’invito di Seneca, nella Brevità della vita, ad affrontare il proprio passato: “Le persone occupate non hanno tempo per guardarsi indietro… Qual è allora il significato che assume la scelta di voltarsi a guardare? Quella che Seneca raccomandava? Nell’argomentare del filosofo, questo gesto si fa esplicita figura della capacità o meno di riflettere sul trascorrere del tempo, e dunque sul valore della vita”.
Il De brevitate vitae, il De vita beata e il De tranquillitate animi, qui raccolti, sono narrazioni prepotenti dell’inquietudine, dell’insoddisfazione, del vortice della dissipazione e della disperazione soffocante; non sono solo trattati sulla maniera di vivere tranquilli abbandonandosi all’eterno fluire dell’universo, ma indicano, soprattutto, un percorso di ricerca e di indagine sulla felicità e sulla dignità della ragione e della libertà umana.

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Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: VARIA
    • Prezzo: 4.90 €
    • Pagine: 120
    • Formato libro: 17 x 12
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817031561

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