Storia della colonna infame (60)

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Prefazione di Gian Antonio Stella.

Così è fatto il sentimento collettivo: basta una scintilla, al momento giusto, perché divampi un incendio. Una fiammata può improvvisamente scatenare un popolo, che tutto insieme invoca qualcuno su cui riversare le proprie paure, le proprie miserie, la propria carica di odio. Un meccanismo infernale, ripetutosi nella storia mille volte.
Così è a Milano, durante la peste del 1630: un uomo viene visto aggirarsi in maniera sospetta all’alba. Ciò basta per farlo arrestare con l’accusa infamante di essere un untore. Ad additarlo, tra frasi vaghe e mezzi silenzi, è “una donnicciola chiamata Caterina Rosa”, ma la sua voce cresce, diventa quella di una città intera, di un popolo intero. Il processo che ne segue, una lunga catena di supplizi e di confessioni estorte con la tortura, decreta la condanna capitale di due innocenti, Guglielmo Piazza e il barbiere Gian Giacomo Mora, e la distruzione della casa di quest’ultimo. Come monito, una “colonna infame” viene eretta sulle macerie dell’abitazione di Mora.
Gian Antonio Stella non esita a mostrare l’intima attualità della denuncia manzoniana: “Al fondo, anche dentro una folla impazzita che assalta urlando una prigione per linciare un poveretto o incendia la casa di un sospetto, c’è sempre la responsabilità individuale. Una responsabilità ancora più pesante per chi, per motivi spesso inconfessabili, decide di cavalcare le paure, le fobie, le esplosioni di odio collettivo… Non cercano la verità, vogliono una confessione”.
Perché la Storia della colonna infame è un atto d’accusa non solo contro la barbarie della rota e della tenaglia rovente, ma contro tutta una collettività. Un atto d’accusa rivolto non solo ai giudici, ma anche ai cittadini, “anime morte” di cui si può fare quel che si vuole. Eppure la verità, come dimostra Manzoni, era lì, sotto gli occhi di tutti. Così chiara, a volerla vedere, che per molto tempo restò, sempre a volerlo vedere, l’imbarazzo.

Prefazione di Gian Antonio Stella.

Così è fatto il sentimento collettivo: basta una scintilla, al momento giusto, perché divampi un incendio. Una fiammata può improvvisamente scatenare un popolo, che tutto insieme invoca qualcuno su cui riversare le proprie paure, le proprie miserie, la propria carica di odio. Un meccanismo infernale, ripetutosi nella storia mille volte.
Così è a Milano, durante la peste del 1630: un uomo viene visto aggirarsi in maniera sospetta all’alba. Ciò basta per farlo arrestare con l’accusa infamante di essere un untore. Ad additarlo, tra frasi vaghe e mezzi silenzi, è “una donnicciola chiamata Caterina Rosa”, ma la sua voce cresce, diventa quella di una città intera, di un popolo intero. Il processo che ne segue, una lunga catena di supplizi e di confessioni estorte con la tortura, decreta la condanna capitale di due innocenti, Guglielmo Piazza e il barbiere Gian Giacomo Mora, e la distruzione della casa di quest’ultimo. Come monito, una “colonna infame” viene eretta sulle macerie dell’abitazione di Mora.
Gian Antonio Stella non esita a mostrare l’intima attualità della denuncia manzoniana: “Al fondo, anche dentro una folla impazzita che assalta urlando una prigione per linciare un poveretto o incendia la casa di un sospetto, c’è sempre la responsabilità individuale. Una responsabilità ancora più pesante per chi, per motivi spesso inconfessabili, decide di cavalcare le paure, le fobie, le esplosioni di odio collettivo… Non cercano la verità, vogliono una confessione”.
Perché la Storia della colonna infame è un atto d’accusa non solo contro la barbarie della rota e della tenaglia rovente, ma contro tutta una collettività. Un atto d’accusa rivolto non solo ai giudici, ma anche ai cittadini, “anime morte” di cui si può fare quel che si vuole. Eppure la verità, come dimostra Manzoni, era lì, sotto gli occhi di tutti. Così chiara, a volerla vedere, che per molto tempo restò, sempre a volerlo vedere, l’imbarazzo.

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Autore


  • Alessandro Manzoni

    (Milano, 1785-1873) è tra i massimi autori della letteratura italiana. Nel catalogo BUR sono disponibili anche Adelchi, Tutte le poesie, Lettere e Scritti di teoria letteraria.


Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: VARIA
    • Prezzo: 4.90 €
    • Pagine: 132
    • Formato libro: 17 x 12
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817035057

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