Sette peccati capitali (60) (I)

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Prefazione di Enzo Bianchi.

Che senso ha, oggi, parlare di vizi e di virtù, di male e di bene? Lo rivelano queste pagine, fondamentali per tutta la civiltà cristiana, che sono arrivate dal Medioevo fino a noi senza aver perso nulla del loro vigore. È qui che Tommaso affronta l’esperienza concreta degli uomini e delle donne, i percorsi insonni e inquieti del desiderio, gli erramenti dietro idoli tanto esigenti e tirannici quanto deludenti.
Forse proprio perché sono noti, per esperienza personale, a chiunque abbia consapevolezza di se stesso e conoscenza del cuore umano, i cosiddetti “vizi capitali” non hanno mai cessato di essere studiati e interpretati.
In virtù di questo, suggerisce Enzo Bianchi, possiamo scoprire che le riflessioni di Tommaso sono rivolte anche a noi: “Sarà una scoperta magari inquietante, scomoda, difficile da accettare ma, se sapremo coglierla come occasione per tornare in noi stessi, sarà anche un’esperienza profondamente liberante. Ci accorgeremo che il conoscere in profondità questi vizi è di ‘capitale’ importanza per fuggire la barbarie e ritrovare una vita personale e una convivenza umana degna di essere vissuta”.
Così la vanagloria attiene al rapporto con il fare, l’invidia e l’ira riguardano il nostro atteggiamento verso gli altri, l’accidia il rapporto con lo spazio e il tempo, l’avarizia il nostro atteggiamento verso le cose, la gola il rapporto con il cibo, mentre la lussuria svela la nostra concezione distorta del corpo. Ma cos’è il “peccato”? Secondo il grande teologo è un atto di orgoglio, un tentativo di assomigliare a Dio e ritenere di essere padroni del proprio destino, al di sopra di ogni regola e ragione. Per questo la superbia diviene il vizio per eccellenza, il segno dell’incapacità dell’uomo di restare dove Dio lo ha collocato.
Ma quest’indagine, tratta dalle Questioni disputate sul male, intende anche mostrare il nesso tra le limitazioni e le imperfezioni umane, ovvero il male commesso a livello individuale, e quel male universale che sembra starne alla radice e portare con sé il segreto della drammaticità della vita umana.

Prefazione di Enzo Bianchi.

Che senso ha, oggi, parlare di vizi e di virtù, di male e di bene? Lo rivelano queste pagine, fondamentali per tutta la civiltà cristiana, che sono arrivate dal Medioevo fino a noi senza aver perso nulla del loro vigore. È qui che Tommaso affronta l’esperienza concreta degli uomini e delle donne, i percorsi insonni e inquieti del desiderio, gli erramenti dietro idoli tanto esigenti e tirannici quanto deludenti.
Forse proprio perché sono noti, per esperienza personale, a chiunque abbia consapevolezza di se stesso e conoscenza del cuore umano, i cosiddetti “vizi capitali” non hanno mai cessato di essere studiati e interpretati.
In virtù di questo, suggerisce Enzo Bianchi, possiamo scoprire che le riflessioni di Tommaso sono rivolte anche a noi: “Sarà una scoperta magari inquietante, scomoda, difficile da accettare ma, se sapremo coglierla come occasione per tornare in noi stessi, sarà anche un’esperienza profondamente liberante. Ci accorgeremo che il conoscere in profondità questi vizi è di ‘capitale’ importanza per fuggire la barbarie e ritrovare una vita personale e una convivenza umana degna di essere vissuta”.
Così la vanagloria attiene al rapporto con il fare, l’invidia e l’ira riguardano il nostro atteggiamento verso gli altri, l’accidia il rapporto con lo spazio e il tempo, l’avarizia il nostro atteggiamento verso le cose, la gola il rapporto con il cibo, mentre la lussuria svela la nostra concezione distorta del corpo. Ma cos’è il “peccato”? Secondo il grande teologo è un atto di orgoglio, un tentativo di assomigliare a Dio e ritenere di essere padroni del proprio destino, al di sopra di ogni regola e ragione. Per questo la superbia diviene il vizio per eccellenza, il segno dell’incapacità dell’uomo di restare dove Dio lo ha collocato.
Ma quest’indagine, tratta dalle Questioni disputate sul male, intende anche mostrare il nesso tra le limitazioni e le imperfezioni umane, ovvero il male commesso a livello individuale, e quel male universale che sembra starne alla radice e portare con sé il segreto della drammaticità della vita umana.

Commenti

Autore


  • Tommaso d’Aquino (Santo)

    Tommaso d'Aquino (Roccasecca, 1225 – Fossanova, 7 marzo 1274), venerato come santo e Dottore della Chiesa, è il massimo esponente della Scolastica medievale. Definito Doctor Angelicus dai [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: VARIA
    • Prezzo: 4.90 €
    • Pagine: 156
    • Formato libro: 17 x 12
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817031547

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