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Senza Voce

Indro Montanelli

Bur
Copertina di: Senza Voce

"Noi volevamo fare, da uomini di destra, il quotidiano di una destra veramente liberale, di una destra che si sente oltraggiata dall'abuso che ne fanno gli attuali contraffattori."
Indro Montanelli, dall'editoriale dell'ultimo numero de «laVoce», 12/04/1995

«laVoce» di Montanelli uscì ogni giorno per pochi mesi a cavallo del '94-'95 ma non rimase inascoltata e nemmeno priva di eredi e allievi. Dimostrò la difficoltà, se non l'impossibilità, di fare un giornale "senza un padrino o un patrono". Ma anticipò molti temi dell'attualità politica degli anni successivi. Il Montanelli de «laVoce» fu trattato come un pericoloso oppositore, quasi come un neocomunista. In realtà non smise mai, nemmeno per un attimo, di essere un conservatore. Libero, però.
Dalla Prefazione di Ferruccio de Bortoli

L'utopia di un giornale libero e insieme forte. L'ambizione di un giornale-fenomeno. Un anno vissuto spregiudicatamente e perciò capace di suscitare passioni forti. Amori intensi, odi feroci che ancora durano. E amici coraggiosi e nemici spietati. Una vita vissuta a perdifiato, una morte prematura, improvvisa, spettacolare come quella di una giovane star.
Dalla Postfazione di Vittorio Corona

Tutte le opere di INDRO MONTANELLI (1909-2001) sono disponibili in BUR.

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