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Sarei dovuto restare a casa

Horace McCoy

Bur
Copertina di: Sarei dovuto restare a casa

Chi cerca la verità sui più profondi
abissi di Hollywood troverà risposta
nei dialoghi crudi e nel linguaggio
tagliente di Horace McCoy.
scrittori contemporanei
The New York Times
Book Review

 

 

“Non mi andava di uscire per strada e vedere quello che il sole poteva mostrarmi, una città insulsa proprio come quella che avevo lasciato, identica ad altre diecimila città… non la mia Hollywood, la Hollywood che ti raccontano.” Non ci mette molto, Ralph Carston, a capire che il mito scintillante per cui ha lasciato la sua Georgia non è altro che una sagoma di cartone. Senza niente dietro. Gli impresari, le star, la fama, le esclusive feste in piscina sono parte di un mondo patinato di cui quelli come lui, Mona e Dorothy – le “comparse”, i paria di Hollywood martellati dalla Grande Depressione e dalla disoccupazione – potranno leggere solo sui rotocalchi. Eppure un giorno qualcosa cambia e le porte della Hollywood che conta sembrano schiudersi per lasciarli entrare. Ma ad attenderli non c’è nulla di quello che avevano sempre immaginato e il sogno dorato si trasforma in uno di quegli incubi americani di cui Horace McCoy è un eccellente fabbricatore.