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Rossi fiori del Tibet

Alai

Bur
Copertina di: Rossi fiori del Tibet

Questo romanzo, forse il primo esempio di "realismo magico" tibetano, è per il suo paese quello che i romanzi di Gabriel García Márquez sono stati per la Colombia.
The Los Angeles Times

Nel Tibet dei primi decenni del Novecento, dove il potere è detenuto dai pochi signori feudali che controllano la coltivazione e il traffico dell'oppio, si snoda la saga della dinastia Maichi.A raccontarla è l'ultimo discendente della famiglia, un giovane ritenuto idiota, e come tale disprezzato e ignorato da tutti, che sa osservare cose e persone con un occhio ingenuo ma allo stesso tempo straordinariamente acuto.E tra rivalità familiari, lotte di potere, amori e sconfitte, la storia della dinastia diventa allo stesso tempo la storia del paese e del tramonto di un mondo. Un paese fiabesco e lontano da ogni stereotipo, in cui bellezza e violenza si uniscono in un nodo inestricabile, crudele e affascinante.