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Prose umoristiche

Giuseppe Gioachino Belli

Bur
Copertina di: Prose umoristiche

Impossibile parlare a fondo del Belli senza riproporsi

sempre da capo l’enigma metafisico del “perché si ride”.

Il Belli è uno dei maggiori geni del comico.

Giorgio Vigolo

 

Oltre ai 2279 sonetti in dialetto romanesco, il suo “monumento della plebe di Roma”, Belli ha scritto pagine in prosa, qui proposte in un’inedita raccolta, il cui valore letterario è ancora tutto da scoprire e che lo collocano tra i grandi umoristi del suo secolo. La Vita di Polifemo e il Ciarlatano, la Storia cefalica e Un fenomeno vivente, con le lettere alle amiche e agli amici fidati, ci offrono una prosa divertita e irriverente, sorretta da una smisurata cultura: vi coabitano il piacere ludico e la satira sociale o letteraria, il pastiche linguistico e gli ammiccanti doppi sensi, il realismo fiammingo e la deformazione grottesca. A Pietro Gibellini si deve il penetrante discorso critico introduttivo; le presentazioni dei singoli testi e le note di Edoardo Ripari chiariscono ogni aspetto e ogni possibile difficoltà del testo.

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