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Le Mie prigioni

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Copertina di: Le Mie prigioni

1832 Goethe pubblica la seconda parte del Faust e muore a Weimar – Evariste Galois redige la sua memoria sulle equazioni algebriche la notte prima di morire in un duello – Nel Canale di Sicilia sprofonda l’isola Ferdinandea – Viene dato alle stampe presso l’editore Bocca di Torino Le mie prigioni, scritto da Pellico l’anno prima su consiglio del suo confessore – La Polonia è proclamata provincia russa – Viene fondata la società Michelin – Von Clausewitz pubblica Della guerra – Scoppiano rivolte liberali nello Stato pontificio – In Inghilterra viene approvata una riforma della legge elettorale che concede il suffragio ai proprietari di beni immobili

 

Applaudito scrittore di tragedie fino al 1832, a partire da quella data Pellico inizia a essere fischiato a ogni sua apparizione pubblica. La ragione di questa diffidenza, se non di aperta ostilità, è da cercarsi nella pubblicazione de Le mie prigioni, il libro che “recò più danno all’Austria che una battaglia perduta o cento mazziniani frenetici”. Tra il sospetto dei politici e il timore dei benpensanti, era nata questa raccolta di memorie, che si rivelerà decisiva per la formazione della coscienza civile degli italiani. Quella coscienza che tenterà con alterne fortune di fondere passioni civili e pietà religiosa, illuminismo e cristianesimo, e che non può mancare di riconoscere in Pellico il suo glorioso inizio.

Il venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane. Mi si fece un lungo interrogatorio per tutto quel giorno e per altri ancora. Ma di ciò non dirò nulla. Simile ad un amante maltrattato dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle broncio, lascio la politica ov’ella sta, e parlo d’altro.