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La Vita che volevo

Lorenzo Licalzi

Bur
Copertina di: La Vita che volevo

“È sempre così: comunque vada, per quanto ti piaccia la tua vita, ce n’è sempre un’altra che avresti voluto fare e non hai fatto.”

Alzi la mano chi non ha mai rimpianto un’occasione mancata o fantasticato su un’esistenza diversa. È il destino, o il caso, il filo che unisce i personaggi di questo libro lieve e imprevedibile: Laura che credeva di aver fatto pace con gli uomini e non sa che la guerra è appena cominciata; Maddalena che per distrazione ha perso la sua unica chance; Lorenzo che, grazie a uno sguardo, finalmente apre gli occhi. Le nostre esistenze sono piene di tanti “se” e tanti “ma” che fanno accadere – o non accadere – le cose, perché le vie del destino prendono ramificazioni infinite e noi nemmeno ce ne accorgiamo: una sveglia che non suona, un numero di telefono sbagliato, e tutto cambia. Ma forse, sembra suggerire Licalzi con il suo tono scanzonato, le vite che avremmo voluto le stiamo vivendo, proprio ora, in un universo parallelo, in cui altri noi sono alle prese con altre storie. Un libro che si chiede chi siamo, chi saremmo potuti essere e chi non saremo mai.

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