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La guerra di Giugurta

Sallustio Gaio Crispo

Bur

Nel 111 a.C. il senato romano cede con riluttanza alle pressioni della classe equestre e decide di muovere guerra all’usurpatore numida Giugurta. Dopo alterne vicende, la campagna africana si concluderà nel 105 con la vittoria romana per opera del console Gaio Mario, astro nascente della scena politica romana. Una settantina d’anni dopo Sallustio, ritiratosi dalla vita pubblica dopo la morte del suo protettore e amico Cesare, decide di scrivere la storia di quella guerra. Allo storico interessa illuminare il lato politico, la lotta che si svolgeva a Roma mentre le legioni marciavano in Africa contro i cavalieri del deserto: la guerra giugurtina gli dà modo di analizzare le ragioni che avevano incrinato i rapporti tra le classi e deteriorato i costumi romani. Dalle sue pagine trapela così il conflitto interiore di un homo novus avverso ai privilegi di stirpe e tuttavia fedele nell’intimo al patrimonio ideale e al sistema di valori dell’antica classe dirigente spazzata via dall’avvento dell’impero.