La Fabbrica degli ignoranti

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LA DISFATTA DELLA SCUOLA ITALIANA

“La nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza deve essere necessariamente infinita.”
- Karl Popper

Il manager strapagato che incita a vincere come fece Napoleone a Waterloo, l’avvocato che scrive “l’addove”, il politico secondo cui Darfùr è il dialetto per dire “sbrigati”. La nostra classe dirigente è composta da mostri? Non proprio. La dura realtà è che non sono più ignoranti della media, cioè di noi. Questo fallimento culturale ha un colpevole principale: la scuola. Per ogni persona che non capisce o non si fa capire c’è infatti un professore senza prospettive, un laboratorio senza apparecchiature, un preside senza portafoglio e una sfilza di ministri che hanno accumulato una sull’altra riforme sempre più inutili. Non può pretendere di avere un futuro un Paese in cui non si rispetta l’istituzione che forma i cittadini, in cui i bravi docenti vengono ricompensati con carriere immobili e il patto di rispetto tra scuola e famiglia si è dissolto.
Un libro di denuncia e insieme un atto d’amore verso una scuola di nobile tradizione. Di fronte al declino della convivenza civile, della vita politica, dell’innovazione culturale, è ora che torniamo tutti sui banchi.
Per rimetterli un po’ a posto.

LA DISFATTA DELLA SCUOLA ITALIANA

“La nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza deve essere necessariamente infinita.”
- Karl Popper

Il manager strapagato che incita a vincere come fece Napoleone a Waterloo, l’avvocato che scrive “l’addove”, il politico secondo cui Darfùr è il dialetto per dire “sbrigati”. La nostra classe dirigente è composta da mostri? Non proprio. La dura realtà è che non sono più ignoranti della media, cioè di noi. Questo fallimento culturale ha un colpevole principale: la scuola. Per ogni persona che non capisce o non si fa capire c’è infatti un professore senza prospettive, un laboratorio senza apparecchiature, un preside senza portafoglio e una sfilza di ministri che hanno accumulato una sull’altra riforme sempre più inutili. Non può pretendere di avere un futuro un Paese in cui non si rispetta l’istituzione che forma i cittadini, in cui i bravi docenti vengono ricompensati con carriere immobili e il patto di rispetto tra scuola e famiglia si è dissolto.
Un libro di denuncia e insieme un atto d’amore verso una scuola di nobile tradizione. Di fronte al declino della convivenza civile, della vita politica, dell’innovazione culturale, è ora che torniamo tutti sui banchi.
Per rimetterli un po’ a posto.

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Autore


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    Giovanni Floris

    Giovanni Floris è nato a Roma il 27 dicembre 1967. Giornalista dal 1995, ha seguito come inviato del Giornale Radio Rai i maggiori avvenimenti di politica, esteri ed economia. Ha condotto Radio anch [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: SAGGI
    • Prezzo: 10.90 €
    • Pagine: 320
    • Formato libro: 20 x 13
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817034562
    • ISBN E-book: 9788858620267

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