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La casa

Bur

Apologia di una carriera e riaffermazione della dignità di cittadino romano, l’orazione La casa fu pronunciata da Cicerone nel 57 a.C., sullo sfondo di una Roma turbolenta dove il dibattito politico era ridotto a lotta tra bande. Rientrato dall’esilio, Cicerone affronta indirettamente Clodio, il suo acerrimo nemico, per dimostrare la non validità del procedimento con cui, al momento dell’esilio, i suoi beni erano stati confiscati e la sua abitazione rasa al suolo. Ma l’oggetto della controversia passa presto in secondo piano e si rivela un pretesto per affrontare una questione ben più bruciante: quella dell’esilio e, in ultima analisi, della validità stessa dell’operato politico dell’oratore. Cicerone trasforma così il processo in una ricostruzione ideale e in un’orgogliosa rivendicazione della propria storia politica e del proprio ruolo.