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Il cappello del prete

Emilio De Marchi

Bur

“Proprio un noir alla Simenon, scritto sei anni prima che Simenon nascesse.” Giovanni Raboni

Un barone travolto dai debiti. Un prete arricchitosi con lotto e usura. Una villa vesuviana. Un morto. E un cappello, l’oggetto indistruttibile che darà vita a una serie di colpi di scena. Sono gli ingredienti del primo romanzo noir italiano. Ambientata in una Napoli per nulla pittoresca e raccontata con scrittura svelta e moderna, la vicenda si svolge a partire dall’omicidio del prete e si alimenta degli incubi e delle ossessioni del suo assassino, teso a inseguire quel cappello che sempre sembra sfuggirgli: perché “il prete avrebbe potuto, nella sua misericordia, perdonare; il cappello, no”. De Marchi conduce il lettore attraverso i meandri di un raffinato giallo psicologico sfruttando gli ingredienti narrativi del romanzo d’appendice, nella convinzione che “l’arte è cosa divina; ma non è male di tanto in tanto scrivere anche per i lettori”.