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I caratteri

Teofrasto

Bur
Copertina di: I caratteri

L’avaro, che quando le figlie degli amici si sposano pianifica viaggi per non dover mandare il regalo di nozze; il chiacchierone, che infligge a chiunque l’elenco di ciò che ha mangiato a pranzo o il racconto dettagliato del suo ultimo sogno; il maldicente, pronto a dire peste e corna del primo amico che lascia il banchetto. Sono solo alcuni dei trenta tipi morali presentati nei Caratteri: Teofrasto riprende un’idea del maestro Aristotele, che talvolta tratteggiava in due parole individui posseduti da un qualche vizio, e si chiede cosa tali personaggi direbbero o farebbero se posti in una certa situazione. Ne risultano trenta quadretti estremamente godibili, schizzi umoristici che sono, come scrive Giorgio Pasquali nell’introduzione, “lo specchio più fedele e più terso di vita attica che ci sia rimasto”.