Fuga dal mondo

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Loading ...


C’era un silenzio irreale, cupo, profondo. Un silenzio di pietra, tombale, eterno. In quel cubo freddo, essenziale, storto, disadorno, privo di qualsiasi decorazione che non fossero le linee geometriche. Un silenzio scolpito per sempre.
Vittorino Andreoli

Fuga dal mondo
è un’opera polifonica, che affianca un tormentato romanzo familiare, Novecento italiano, a uno scritto più allegorico, Tzero, teso a illuminare i fondamenti filosofici della narrazione.
Verona, seconda metà del secolo scorso. Angelo Spini, erede di generazioni e generazioni di contadini, si affranca dal suo passato studiando e inventandosi un lavoro: quello appunto di inventore, di idee, progetti, marchi, slogan. Ben presto però si accorge che il suo bisogno di rivalsa sociale lo rende schiavo del potere, proprio di quel potere da cui avrebbe voluto liberare se stesso e la sua storia. Si costruisce allora una villa in collina a forma di cubo, sull’orlo di un precipizio, dove trovare la pace fuggendo dal mondo. Come se fosse il lato oscuro e inconscio della stessa storia, Tzero squarcia il velo di realismo che nasconde altre, più intense verità. Qui Andreoli scardina le strutture del romanzo classico per lasciare spazio a voci che dialogano in libertà sul mondo, la sua origine, la sua fine. Sul filo del delirio seguiamo i passi di un monaco, alter ego di Angelo Spini, che a sua volta si rifugia in un cubo, chiudendosi a qualunque ingerenza esterna.
Vittorino Andreoli, attraverso questi due percorsi paralleli, torna ancora una volta a offrire la sua interpretazione della condizione umana, intessuta di paura, di solitudine e follia.

C’era un silenzio irreale, cupo, profondo. Un silenzio di pietra, tombale, eterno. In quel cubo freddo, essenziale, storto, disadorno, privo di qualsiasi decorazione che non fossero le linee geometriche. Un silenzio scolpito per sempre.
Vittorino Andreoli

Fuga dal mondo
è un’opera polifonica, che affianca un tormentato romanzo familiare, Novecento italiano, a uno scritto più allegorico, Tzero, teso a illuminare i fondamenti filosofici della narrazione.
Verona, seconda metà del secolo scorso. Angelo Spini, erede di generazioni e generazioni di contadini, si affranca dal suo passato studiando e inventandosi un lavoro: quello appunto di inventore, di idee, progetti, marchi, slogan. Ben presto però si accorge che il suo bisogno di rivalsa sociale lo rende schiavo del potere, proprio di quel potere da cui avrebbe voluto liberare se stesso e la sua storia. Si costruisce allora una villa in collina a forma di cubo, sull’orlo di un precipizio, dove trovare la pace fuggendo dal mondo. Come se fosse il lato oscuro e inconscio della stessa storia, Tzero squarcia il velo di realismo che nasconde altre, più intense verità. Qui Andreoli scardina le strutture del romanzo classico per lasciare spazio a voci che dialogano in libertà sul mondo, la sua origine, la sua fine. Sul filo del delirio seguiamo i passi di un monaco, alter ego di Angelo Spini, che a sua volta si rifugia in un cubo, chiudendosi a qualunque ingerenza esterna.
Vittorino Andreoli, attraverso questi due percorsi paralleli, torna ancora una volta a offrire la sua interpretazione della condizione umana, intessuta di paura, di solitudine e follia.

Commenti

Autore


  • autore_img
    Vittorino Andreoli

    Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona - Soave ed è membro della New York Academy of Sciences. Tra le sue ultime ope [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: SAGGI
    • Prezzo: 9.50 €
    • Pagine: 256
    • Formato libro: 20 x 13
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817034586
    • ISBN E-book: 9788858627426

Loading...
corner-top

Dai una tua valutazione

Ti fa sentire:

Condividi su Facebook la tua valutazione

Questo libro mi fa sentire

Lo voglio leggere

Il caso di Harry Quebert

Joel Dicker



Loading...