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Fedra

Bur
Copertina di: Fedra

In verità, Fedra non è del tutto colpevole né del tutto innocente. Essa è trascinata dal suo destino e dalla collera degli Dei in una passione illegittima, della quale è lei per prima a essere inorridita”: così lo stesso Racine riassume, nella prefazione alla tragedia, il conflitto che lacera la protagonista, divisa tra l’amore incestuoso per il figliastro Ippolito e la consapevolezza della follia dei suoi sentimenti. In versi di cristallina bellezza, Racine parte dal soggetto di Euripide per donare ai suoi personaggi una complessità e una profondità del tutto moderne, fino a svelare i loro tormenti più intimi e nascosti. Nella sua introduzione, Giovanni Raboni esamina il contrasto tra la “perfezione castigata” della lingua di Racine e la violenza delle passioni indagate, permettendo così al lettore di cogliere tutta la grandezza di un capolavoro del teatro seicentesco europeo.