Destinatario sconosciuto (60)

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Prefazione di Simona Vinci

Un piccolo libro che, una pagina dopo l’altra, una lettera dopo l’altra, racconta un’amicizia tra due uomini: un’amicizia che, per il luogo e il tempo del suo intrecciarsi, si trasforma in odio e precipita verso un’orribile vendetta.
Martin Shulse è tedesco; Max Eisenstein è un ebreo americano; lo scenario è quello della Germania degli anni Trenta. Martin ha deciso di tornare nel suo Paese, dove trova un uomo nuovo: si chiama Adolf Hitler. Comincia a scriverne all’amico, prima con tiepida curiosità, poi con sempre più caldo fervore, fino a quando l’amicizia con un ebreo comincia a diventare un disonore e un pericolo. E quello che scrive al vecchio amico inizia a non essere più il Martin Shulse che era partito dall’America, ma un uomo completamente diverso. Un tedesco che aderisce alla discriminazione razziale e all’ideologia hitleriana al punto di cominciare tutte le sue lettere con il saluto nazista. Così, nel giro di soli due anni, mutano irreversibilmente due animi e due destini.
Simona Vinci descrive con drammatica precisione il cuore del romanzo della Kressmann Taylor: “L’emblematica piccola storia di due amici che di colpo si ritrovano separati dalla Storia. Quella grande. Quella che come una bufera, quando comincia a soffiare, travolge paesi e città, scardina finestre, piazze, strade e vite umane. E lascia dietro di sé solo brandelli, proprio come pezzi di carta e buste strappate. Destini di uomini sperduti, sconfitti, da ricostruire una riga alla volta, una parola dopo l’altra”.
La vicenda si concluderà con un colpo di scena: un finale “impossibile da dimenticare”. Nessun brandello di quella grande amicizia riuscirà a sopravvivere, prenderà il suo posto un odio senza fine, un estenuante gioco di morte.
La Kressmann Taylor, intuitiva e fulminea, comprende prestissimo la tragedia che sta per deflagrare in Germania. In queste pagine intense e appassionate, pubblicate per la prima volta in America nel 1938, rappresenta con lucida chiaroveggenza che la follia della Storia è una scintilla, capace in un istante di sfuggire a ogni controllo e distruggere anche ciò che abbiamo di più intimo, quello in cui crediamo di più: l’affetto del nostro più caro amico, la certezza che avevamo di conoscerlo, la sicurezza che avevamo di conoscere noi stessi.

Prefazione di Simona Vinci

Un piccolo libro che, una pagina dopo l’altra, una lettera dopo l’altra, racconta un’amicizia tra due uomini: un’amicizia che, per il luogo e il tempo del suo intrecciarsi, si trasforma in odio e precipita verso un’orribile vendetta.
Martin Shulse è tedesco; Max Eisenstein è un ebreo americano; lo scenario è quello della Germania degli anni Trenta. Martin ha deciso di tornare nel suo Paese, dove trova un uomo nuovo: si chiama Adolf Hitler. Comincia a scriverne all’amico, prima con tiepida curiosità, poi con sempre più caldo fervore, fino a quando l’amicizia con un ebreo comincia a diventare un disonore e un pericolo. E quello che scrive al vecchio amico inizia a non essere più il Martin Shulse che era partito dall’America, ma un uomo completamente diverso. Un tedesco che aderisce alla discriminazione razziale e all’ideologia hitleriana al punto di cominciare tutte le sue lettere con il saluto nazista. Così, nel giro di soli due anni, mutano irreversibilmente due animi e due destini.
Simona Vinci descrive con drammatica precisione il cuore del romanzo della Kressmann Taylor: “L’emblematica piccola storia di due amici che di colpo si ritrovano separati dalla Storia. Quella grande. Quella che come una bufera, quando comincia a soffiare, travolge paesi e città, scardina finestre, piazze, strade e vite umane. E lascia dietro di sé solo brandelli, proprio come pezzi di carta e buste strappate. Destini di uomini sperduti, sconfitti, da ricostruire una riga alla volta, una parola dopo l’altra”.
La vicenda si concluderà con un colpo di scena: un finale “impossibile da dimenticare”. Nessun brandello di quella grande amicizia riuscirà a sopravvivere, prenderà il suo posto un odio senza fine, un estenuante gioco di morte.
La Kressmann Taylor, intuitiva e fulminea, comprende prestissimo la tragedia che sta per deflagrare in Germania. In queste pagine intense e appassionate, pubblicate per la prima volta in America nel 1938, rappresenta con lucida chiaroveggenza che la follia della Storia è una scintilla, capace in un istante di sfuggire a ogni controllo e distruggere anche ciò che abbiamo di più intimo, quello in cui crediamo di più: l’affetto del nostro più caro amico, la certezza che avevamo di conoscerlo, la sicurezza che avevamo di conoscere noi stessi.

Commenti

Autore


  • Taylor Kressmann

    KRESSMANN TAYLOR (1903-1997), americana di origine tedesca, ha lavorato come giornalista a San Francisco prima di dedicarsi alla narrativa. Dopo un lungo silenzio, nel 1995 Destinatario sconosciuto è [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: VARIA
    • Prezzo: 4.90 €
    • Pagine: 108
    • Formato libro: 17 x 12
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817035125

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