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Dell’oratore

Cicerone Marco Tullio

Bur
Copertina di: Dell’oratore

L’eloquenza era nella Roma antica un indispensabile e imprescindibile strumento di lotta e azione politica e civile. Scrivendo il De oratore nel 55 a.C., in un periodo in cui il crescente potere dei triumviri lo oscurava, Cicerone volle definire un vero e proprio progetto culturale e politico inteso a rafforzare il traballante potere del ceto aristocratico. Protagonisti di questo dialogo acuto e brillante sono Antonio e Crasso, due oratori che Cicerone aveva conosciuto in gioventù, e che con la loro sagacia e raffinata cultura disegnano il ritratto ideale dell’oratore: non un puro tecnico della parola, abile a persuadere e commuovere, ma un intellettuale consapevole, formato alle responsabilità morali e civiche da una salda educazione storica, filosofica e letteraria. L’ampio saggio introduttivo di Emanuele Narducci guida il lettore a una comprensione approfondita dell’opera.

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