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Colletti sporchi

Ferruccio Pinotti Luca Tescaroli

Bur
Copertina di: Colletti sporchi

Finanzieri collusi, giudici corrotti,
imprenditori e politici a libro
paga dei boss. L’invisibile anello
di congiunzione tra Stato e mafie.
Viaggio nella borghesia criminale
guidati da un magistrato sempre
in prima linea.

Si ha concorso esterno in associazione mafiosa quando un soggetto, non inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, fornisce un concreto, specifico, consapevole, volontario contributo.
– Art. 416 bis, Codice penale

Il white collar crime è un reato inafferrabile, eppure molto pericoloso per la democrazia perché corrompe il tessuto dei nostri rapporti sociali, dell’economia, del lavoro. Per smontarne i meccanismi, Pinotti e Tescaroli attraversano la storia più oscura del nostro Paese, raccontandone le vicende e interrogando la memoria dei protagonisti. In questa intensa ricostruzione, le voci di grandi magistrati, tra cui Caselli, Ingroia, Di Matteo, Petralia, Gratteri, si intrecciano alle parole dei collaboratori di giustizia, da Buscetta a Brusca a Cancemi. Alle riflessioni dell’economista Loretta Napoleoni fanno da contrappunto il pensiero del banchiere Giovanni Bazoli e del direttore di “Foreign Policy” Moisés Naím. Il quadro che ne emerge è inquietante: è nella zona grigia il vero terreno della lotta per la legalità.

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