Canna da pesca per mio nonno (60) (Una)

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Prefazione di Federico Rampini.

Racconti freschi, affascinanti, in cui la materia narrativa è un’evocazione dalla quale nascono sogni, riflessioni, ricordi e in cui prende vita una prosa controllata e vibrante. I personaggi sono enigmatici, lievi e i fatti narrati rapide tracce di esistenze balenanti. In una lingua limpida e cristallina, duttile e musicale Gao riesce a farci comprendere un mondo lontano e per molti versi misterioso, parlando direttamente alla nostra sensibilità e alle nostre inquietudini.
Federico Rampini ci ricorda che “Gao Xingjian è l’unico autore cinese ad aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura, eppure per la stragrande maggioranza dei suoi connazionali è uno sconosciuto. Il regime di Pechino ha stabilito che lui non esiste”.
Prima del suo esilio parigino e del massacro di piazza Tienanmen, Gao ebbe un ruolo fondamentale nel suo paese, come autore e come traduttore. Poi più nulla. Su di lui si abbatté la censura di Stato, che non tollerò la sua straordinaria modernità e universalità. Perché l’idea che esista un linguaggio universale tocca le fondamenta di ogni regime autoritario, di chiunque difenda una presunta diversità di valori per respingere ogni critica sulla violazione dei diritti umani e della libertà.

Prefazione di Federico Rampini.

Racconti freschi, affascinanti, in cui la materia narrativa è un’evocazione dalla quale nascono sogni, riflessioni, ricordi e in cui prende vita una prosa controllata e vibrante. I personaggi sono enigmatici, lievi e i fatti narrati rapide tracce di esistenze balenanti. In una lingua limpida e cristallina, duttile e musicale Gao riesce a farci comprendere un mondo lontano e per molti versi misterioso, parlando direttamente alla nostra sensibilità e alle nostre inquietudini.
Federico Rampini ci ricorda che “Gao Xingjian è l’unico autore cinese ad aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura, eppure per la stragrande maggioranza dei suoi connazionali è uno sconosciuto. Il regime di Pechino ha stabilito che lui non esiste”.
Prima del suo esilio parigino e del massacro di piazza Tienanmen, Gao ebbe un ruolo fondamentale nel suo paese, come autore e come traduttore. Poi più nulla. Su di lui si abbatté la censura di Stato, che non tollerò la sua straordinaria modernità e universalità. Perché l’idea che esista un linguaggio universale tocca le fondamenta di ogni regime autoritario, di chiunque difenda una presunta diversità di valori per respingere ogni critica sulla violazione dei diritti umani e della libertà.

Commenti

Autore


  • Xingjian Gao

    Gao Xingjian (Ganzhou 1940) è il maggiore narratore cinese contemporaneo. Dopo aver studiato letteratura francese presso l’Università di Pechino, il regime del suo Paese gli impone cinque anni di [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: VARIA
    • Prezzo: 4.90 €
    • Pagine: 108
    • Formato libro: 17 x 12
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817033244

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