120, Rue de la Gare

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Tardi ha vissuto in Germania, a Lione e a Parigi, i tre luoghi in cui è ambientato questo romanzo. La guerra l’ha sempre affascinato, fin da quando, da piccolo, ascoltava i racconti dei nonni.

Malet, prima di diventare scrittore, ha fatto lo strillone di giornali e lo chansonnier al cabaret della Vache Enragée (la “Vacca Arrabbiata”) a Montmartre.

Un giorno Malet incrociò all’angolo tra rue Sainte Anne e rue des Petits- Champs un giovanotto secco con le orecchie larghe, dall’aria ironica e un po’ assente, gran fumatore di pipa. Quello che sarebbe diventato Nestor Burma.

Nestor Burma sembra attirarle, le rogne. D’altronde resta sempre uno sbirro, anche se la guerra lo ha costretto a chiudere la sua agenzia investigativa e ora si gira i pollici in un campo di prigionia in Germania. Ma i guai sono proprio dietro l’angolo: e infatti quando il treno che lo sta riportando in Francia si ferma in stazione a Lione, Burma non fa nemmeno in tempo a salutare dal finestrino il suo ex socio, Bob Colomer, che lo vede cadere a terra, imbottito di piombo. Sente solo quello che Colomer gli ha urlato un attimo prima di morire: 120, rue de la Gare, lo stesso misterioso indirizzo che, per una strana coincidenza, anche un suo compagno di prigionia gli ha sussurrato in punto di morte. Ma Burma lo sa bene che le coincidenze non esistono. E in questa storia ce ne sono davvero troppe. Come faceva Colomer a trovarsi in stazione, proprio al momento del suo arrivo? E chi è la pupa con la pistola che Burma ha visto scappare in tutta fretta?
Comincia così un’indagine tra Lione e una Parigi brumosa, nella Francia occupata e divisa dalla guerra, stordita dalla propaganda del maresciallo Pétain.
Il primo romanzo del ciclo di Nestor Burma, creatura dello scrittore Léo Malet, trasformato da Jacques Tardi in un classico della narrazione a fumetti.

Tardi ha vissuto in Germania, a Lione e a Parigi, i tre luoghi in cui è ambientato questo romanzo. La guerra l’ha sempre affascinato, fin da quando, da piccolo, ascoltava i racconti dei nonni.

Malet, prima di diventare scrittore, ha fatto lo strillone di giornali e lo chansonnier al cabaret della Vache Enragée (la “Vacca Arrabbiata”) a Montmartre.

Un giorno Malet incrociò all’angolo tra rue Sainte Anne e rue des Petits- Champs un giovanotto secco con le orecchie larghe, dall’aria ironica e un po’ assente, gran fumatore di pipa. Quello che sarebbe diventato Nestor Burma.

Nestor Burma sembra attirarle, le rogne. D’altronde resta sempre uno sbirro, anche se la guerra lo ha costretto a chiudere la sua agenzia investigativa e ora si gira i pollici in un campo di prigionia in Germania. Ma i guai sono proprio dietro l’angolo: e infatti quando il treno che lo sta riportando in Francia si ferma in stazione a Lione, Burma non fa nemmeno in tempo a salutare dal finestrino il suo ex socio, Bob Colomer, che lo vede cadere a terra, imbottito di piombo. Sente solo quello che Colomer gli ha urlato un attimo prima di morire: 120, rue de la Gare, lo stesso misterioso indirizzo che, per una strana coincidenza, anche un suo compagno di prigionia gli ha sussurrato in punto di morte. Ma Burma lo sa bene che le coincidenze non esistono. E in questa storia ce ne sono davvero troppe. Come faceva Colomer a trovarsi in stazione, proprio al momento del suo arrivo? E chi è la pupa con la pistola che Burma ha visto scappare in tutta fretta?
Comincia così un’indagine tra Lione e una Parigi brumosa, nella Francia occupata e divisa dalla guerra, stordita dalla propaganda del maresciallo Pétain.
Il primo romanzo del ciclo di Nestor Burma, creatura dello scrittore Léo Malet, trasformato da Jacques Tardi in un classico della narrazione a fumetti.

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Caratteristiche


    • Marchio: Bur
    • Collana: VARIA
    • Prezzo: 18.50 €
    • Pagine: 192
    • Formato libro: 24 x 17
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817023610

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